Campobasso “Nuove possibilità di cura con la Chirurgia in ambito oncologico e non …. “

Dopo l’introduzione di Don Vittorio Perrella, Parroco, e di Savino Cannone, Direttore Generale, relazionerà prof. Camillo Cavicchioni, professore dell’Università Cattolica e Direttore del Dipartimento di Oncologia della Fondazione

La chirurgia è spesso il primo trattamento contro il cancro, ed ha lo scopo di: Asportare completamente il tumore (chirurgia definitiva, potenzialmente curativa). Viene praticata anche per raccogliere campioni del tessuto colpito dal tumore. Quando la chirurgia viene eseguita per tentare la cura, si agisce secondo una delle seguenti modalità: si rimuove l’intero tumore più un margine di tessuto attorno ad esso per minimizzare il rischio correlato all’invasione dei tessuti sani circostanti da parte delle cellule tumorali (chirurgia locale).

Negli ultimi anni, anche grazie alle nuove tecnologie, si fa ricorso a tecniche mini invasive (laparoscopia) che possono essere più efficaci di quelle tradizionali. Il professor Cavicchioni da quando dirige il Dipartimento di Oncologia della Fondazione “Giovanni Paolo II” ha dato un nuovo impulso alla Chirurgia Laparoscopia anche per la cura dei tumori. La laparoscopia in origine era una procedura esclusivamente diagnostica, dal 1986 data di inizio dei primi veri interventi laparoscopici, la laparoscopia ha avuto una evoluzione e diffusione rapida. “Gii interventi laparoscopici di routine vengono eseguititi diffusamente in molti ospedali in Italia” afferma il prof. Cavicchioni “forse anche in troppi perché il numero di pazienti suscettibili di questo accesso che si rivolgono ad un ospedale periferico non è talvolta sufficiente a dare al chirurgo la possibilità di crearsi un’esperienza sufficiente (curva di apprendimento) ad eseguire la procedura chirurgica con margini adeguati di sicurezza per lui e per il paziente. Le tecniche chirurgiche più avanzate vengono eseguite in pochi centri di riferimento sia universitari che ospedalieri, uno di questo è la Fondazione di Ricerca e Cura “Giovanni Paolo II”. Tecniche particolari come la “single incision” solo in pochissimi centri dove lavorano chirurghi particolarmente “esperti” che praticano un numero adeguato di interventi ed hanno una  predisposizione per questo tipo di tecnica”.

Prof. Camillo Cavicchioni

Egli è stato Responsabile della Unità Operativa di Chirurgia Laparoscopica del Policlinico Gemelli, ha eseguito come operatore  circa 4000 interventi di chirurgia maggiore addominale, vascolare, urologica, comprendenti  tutti gli interventi di chirurgia maggiore; una buona parte di questi interventi sono stati eseguiti con tecnica laparoscopica.

I campi della chirurgia dove svolge la sua attività con maggiore assiduità sono:

– Chirurgia oncologica dell’apparato digerente (stomaco, colon, fegato e pancreas);

– Chirurgia laparoscopica con particolare riguardo alla chirurgia epato-biliare ed alla chirurgia colo-rettale;

– Chirurgia delle ernie della parete addominale e dei laparoceli.

– Proctologia;

– Chirurgia della tiroide e della mammella

Docente  dell’Università Cattolica del Sacro Cuore insegna presso il Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia, presso la scuola di specializzazione in Chirurgia Generale,  presso i Corsi di Laurea Triennale in Tecniche di Fisiopatologia Cardiocircolatoria e Perfusione Cardiovascolare e in Infermieristica dell’Istituto Figlie di San Camillo – Scuola Padre Luigi Tezz.

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